Andremo a Mantova ad ammirare le opere del Mantegna... saranno esposte 60 opere provenienti dai musei di tutto il mondo...

Sopra il Cristo morto di Mantegna reso famoso per le polemiche sorte tra Sgarbi e la pinacoteca di Brera, nei riguardi della presenza di quest'opera alla mostra.
Ecco un link di riferimento dove potrete trovare ulteriori notizie sull'evento:
http://www.andreamantegna2006.it/ita/mantova/index.html
[tratto da: http://www.popolis.it]
Mantova - L'antica capitale del Ducato retto dai Gonzaga, archiviato il bagno di folla di "Festivaletteratura", si accinge ad ospitare un evento dalla caratura internazionale, destinato a portare nella città che fu di Virgilio decine di migliaia di appassionati delle belle arti.
Dal 16 settembre al 14 gennaio prossimi infatti le Fruttiere di Palazzo Te saranno sede della grande mostra "Mantegna a Mantova 1460 – 1506", uno dei tre "capitoli" delle celebrazioni per il quinto centenario della morte di Andrea Mantegna (Isola di Carturo, Padova c. 1431 - Mantova 1506). Per la cui organizzazione è stato costituito dal Ministero per i Beni e le Attività culturali un Comitato nazionale per le celebrazioni, presieduto da Vittorio Sgarbi.
Un’unica grande mostra sarà allestita in tre diversi ambiti territoriali, in ognuna delle città nelle quali la presenza del Maestro e delle sue opere è documentata: Padova, nei Musei Civici agli Eremitani; Verona, nel Palazzo della Gran Guardia; Mantova, appunto, in Palazzo Te.
Nella città ducale, Andrea Mantegna giunse nel 1459 in qualità di pittore di corte su invito di Ludovico Gonzaga. A Mantova - dove Mantegna conobbe Leon Battista Alberti - l'artista padovano, tra i più grandi del Rinascimento italiano, ha lasciato segni indelebili della sua arte influenzando profondamente anche la generazione successiva di artisti.
La mostra allestita a Mantova - a cura di Mauro Lucco dell' Università degli Studi di Bologna corredata dal catalogo edito da Skira - condurrà il visitatore in un viaggio di circa 80 tappe: tante sono le opere esposte che "narrano" la vicenda del Mantegna (dal suo arrivo a Mantova) e raccontano dell'influenza che il Maestro ebbe su artisti quali Lorenzo Costa, Gian Francesco Tura, Lorenzo Leonbruno, Nicolò da Verona...
Il "leitmotiv" della mostra è: riportare "a casa" il maggior numero possibile di capolavori autografi del Mantegna commissionati dai Gonzaga e oggi custoditi come tesori di inestimabile valore nei maggiori musei stranieri e italiani.
L'esposizione ha come cornice anche Palazzo San Sebastiano, che ospiterà oltre ad alcuni dipinti, anche la mostra "Placchette e rilievi in bronzo dell'epoca di Mantegna".
Sarà poi possibile anche visitare la Camera Picta detta "degli sposi", sede lla mostra - curata da Vittorio Sgarbi - "La scultura al tempo di Mantegna dal classicismo al naturalismo".
Nel piano nobile del Castello di San Giorgio, sarà inoltre possibile visitare la mostra "Andrea Mantegna e i Gonzaga: Rinascimento nel Castello di San Giorgio". Meta di molti appassionati sarà inevitabilmente anche la Casa del mantegna, cornice dell'esposizione "Leon Battista Alberti e l'architettura".
Ulteriori tappe dell'itinerario mentegnesco: la chiesa di Santa Maria della Vittoria restaurata per l'occasione e il Museo Diocesano.
Ricordiamo come, tra tanti capolavori, sarà possibile ammirare anche l'opera forse più nota del Maestro del Rinascimento: il "Cristo morto". Dipinto per il cui prestito si era aperta una disputa (molto accesa, risolta dal ministro Francesco Rutelli) tra Vittorio Sgarbi e la Soprintendente della Pinacoteca di Brera, contraria, quest'ultima, ad "esportare" la tavola a Mantova per via della sua estrema fragilità e anche perchè il museo milanese era già orfano di altre opere inviate all'estero per grandi mostre.
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