Una giornata a Milano:
tra studio e divertimento...
Come già vi avevo preannunciato, oggi siamo andati a Milano per assistere all' "VIII Infopoverty World Conference".

Il viaggio lo abbiamo fatto in treno, e come sono solito fare, mi sono messo a chiacchierare con la Vale, la Sam, l'Ary, il Tony e la Nelly...
Appena siamo arrivati a Milano si è messo a piovere, e ho scoperto che per una grande città anche un giorno di pioggia può essere molto proficuo... In ogni angolo, dentro e fuori la stazione centrale, si trovano i soliti venditori ambulanti che, data l'occasione, vendono ombrellini portatili. Tutta merce di alta qualità! Li apri e dopo neanche 10min. ti ritrovi con un ombrello grande la metà, perchè si richiude da solo.
Lasciando a parte il poco tempo che abbiamo perso alla ricerca dell'aula del politecnico nella quale si svolgeva la conferenza, la mattinata è stata completamente occupata dai vari relatori, che esponevano sotto vari punti di vista alcune risoluzioni al problema della povertà.

Alle 13.30 abbiamo avuto un po' di tempo per andare a mangiare. Dapprima siamo stati invitati ad unirci ai relatori per un buffet, ma visto l'ambiente troppo formale e troppo lontano dalle abitudini dei ragazzi di 19 anni, ci siamo allontanati dal politecnico, e abbiamo optato per un più pratico e meno salutare McDonald's. Ne abbiamo trovato un molto bello, in quanto arredato con mobili moderni e decori Zen. Dopo aver gustato il mio McChicken menù (quando uno ha fame non sta a guardare quello che gli danno da mangiare...), volevo dare un aiuto al cameriere nel liberare il tavolo... Non l'avessi mai fatto! Questo signore ha preso il mio gesto come se fosse un'offesa, nonostante io volessi solamente fargli un piacere, dato che MC era ancora molto affollato.

Una volta usciti ci siamo diretti verso il politecnico, e prima di entrare ci siamo fermati a bere un caffé nel bar-chiosco lì difronte. Il barista non era completamente apposto, e ci ha dato anche dei nomignoli: la Sam è "Grappetta", io sono "Macchiato" e la Elena "Sambuca"... lasciamo perdere.
Nel pomeriggio abbiamo ripreso la conferenza che questa volta prevedeva il collegamento con New York. Prima di prendere posizione ci sono state date delle cuffiette per ascolatre la traduzione in simultanea dei discorsi dei vari relatori stranieri.
Il nodo centrale che è riemerso nel pomeriggio è quello di abilitare una valida comunicazione fra i paesi in modo da rendere lo sviluppo dell'ITC accessibile a tutti. Questo sviluppo deve, infatti, derivare dalla forza comune di tutti i paesi membro.
Se dovessi esprimere con una frase il messaggio principale che ho ricevuto, direi una cosa come:
"Basta alla carità, diamo un aiuto concreto".
Durante le due ore di conferenza alle quali abbiamo assistito, ci sono stati anche molti interventi di grandi esponenti, e di numerosi ospiti (non meno autorevoli).
Alle 18.00 siamo, infine, partiti dalla stazione centrale di Milano, per rientrare nella nostra piccola provincia di montagna.
Il viaggio di ritorno mi è parso più corto dell'andata, come è normale che accada, ma comunque è stato contrassegnato da una nota di malinconia: ho dovuto salutare la mia amata Milano! (anche se so che non è un addio!)
Manuel