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Utente: zulian
Nome: Manuel Zulian
Sono uno smemorato che ha imparato a convivere con la propria predisposizione a combinare dei veri e propri disastri. Sono socievole (forse anche logorroico), romantico e molto autoironico... Non sono molto bravo a cogliere gli eventi, tanto è vero che mi accorgo di averli persi soltanto quando questi sono già passati! Perennemente ripudiato da Cupido vivo alla ricerca dell'anima gemella, ma per il momento ho trovato soltanto tante bastonate... Il mio più grande sogno è quello di scrivere un libro o anche solamente riuscire a portare a termine una storia. Per il momento vi ringrazio per aver letto questa mia manifestazione di follia! Se volete sapere qualcosa in più non dovete fare altro che scrivermi e... mi raccomando commentate!

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martedì, 06 gennaio 2009

Buona Epifania!

Mi mancano tanto i tempi in cui, da bambino, mi svegliavo presto la mattina del 6 gennaio sapendo che la befana sicuramente avrebbe ben riempito la calza che lasciavamo sul davanzale interno della finestra, a poca distanza dall'albero di Natale...

http://i10.photobucket.com/albums/a141/elanize/befana00.gif

Svuotare la calza e ritrovarsi con tante cose buone da mangiare non era nulla in confronto alla delizia del carbone dolce... Io adoravo e continuo ad adorare questo dolcetto!
Vi lascio con una bellissima poesia di Giovanni Pascoli che si intitola appunto "La Befana":



Viene viene la Befana
vien dai monti a notte fonda.

Come è stanca! La circonda
neve, gelo e tramontana.

Viene viene la Befana.

Ha le mani al petto in croce,
e la neve è il suo mantello
ed il gelo il suo pannello
ed il vento la sua voce.

Ha le mani al petto in croce.

E s’accosta piano piano
alla villa, al casolare,
a guardare, ad ascoltare
or più presso or più lontano.
Piano piano, piano piano.

Che c’è dentro questa villa?
Uno stropiccìo leggero.
Tutto è cheto, tutto è nero.
Un lumino passa e brilla.

Che c’è dentro questa villa?
Guarda e guarda...tre lettini
con tre bimbi a nanna, buoni.
guarda e guarda...ai capitoni
c’è tre calze lunghe e fini.

Oh! tre calze e tre lettini.

Il lumino brilla e scende,
e ne scricchiolan le scale;
il lumino brilla e sale,
e ne palpitan le tende.
Chi mai sale? Chi mai scende?
Co’ suoi doni mamma è scesa,
sale con il suo sorriso.


Il lumino le arde in viso
come lampada di chiesa.
Co’ suoi doni mamma è scesa.
La Befana alla finestra
sente e vede, e s’allontana.

Passa con la tramontana,
passa per la via maestra,
trema ogni uscio, ogni finestra.

E che c’è nel casolare?
Un sospiro lungo e fioco.

Qualche lucciola di fuoco
brilla ancor nel focolare.
Ma che c’è nel casolare?
Guarda e guarda... tre strapunti
con tre bimbi a nanna, buoni.

Tra la cenere e i carboni
c’è tre zoccoli consunti.

Oh! tre scarpe e tre strapunti...
E la mamma veglia e fila
sospirando e singhiozzando,
e rimira a quando a quando
oh! quei tre zoccoli in fila...

Veglia e piange, piange e fila.

La Befana vede e sente;
fugge al monte, ch’è l’aurora.

Quella mamma piange ancora
su quei bimbi senza niente.

La Befana vede e sente.
La Befana sta sul monte.

Ciò che vede è ciò che vide:
c’è chi piange e c’è chi ride;
essa ha nuvoli alla fronte,
mentre sta sull’aspro monte.

Buona Epifania a tutti, e per chi è delle mie parti... Gabinat!

Manuel
postato da: zulian alle ore 00:45 | link | commenti (3)
categorie: poesia, diario
venerdì, 05 dicembre 2008

La magia del Natale...

Fenice"Lascia che la tiepida mano
del camino
ti accarezzi le rosee guance,

lascia che il lieve fiocco di neve
si posi dolcemente
sul candido manto,

lascia che il tempo
ti scivoli addosso,
che il suo inesorabile ticchettio
sia condizionato dal tuo palpitare.

Il mio cuore batte per te
e nel silenzio del gelido inverno,
la sinfionia dei nostri cuori
ci scalderà la vita.

I miei occhi si perderanno
nei tuoi, così come
il fiocco di neve
nel giorno di Natale.
                              "

 

Eccoci qui... ancora una volta posto di venerdì sera! Questa settimana è andata bene sotto tutti i punti di vista, ciò nonostante mi sento un po' insoddisfatto... ma forse pretendo troppo!!!

Natale si avvicina sempre più... a casa devo ancora addobbare e spero che l'anno prossimo io abbia una casa tutta mia da preparare per il periodo festivo...

Per adesso mi godo l'atmosfera che si sta creando grazie alla neve che è scesa in questi giorni!

A presto,

Manuel

postato da: zulian alle ore 23:26 | link | commenti (5)
categorie: poesia, diario, pensiero
domenica, 18 maggio 2008

Titolo 

Sesta puntata

La madre stava to­gliendo le lenzuola sporche, ma al suo ingresso si voltò e disse: “Penso che per questa notte ti tocchi dormire sul divano…”
Ma così Irene saprà cosa è successo! protestò Leonardo.
“Diremo a tua sorella che è stato Rodolfo”.
Il persiano grigio perla sbadigliò, quasi avesse capito che si stava parlando di lui. Stiracchiò platealmente le zampe, e con un balzo scese dalla sedia sulla quale stava raggomitolato. Strusciò il suo pelo contro le gambe del ragazzo, e poi, silenziosamente, uscì dalla porta.
Il giovane tornò a guardare la madre, che aveva ripreso a litigare con le len­zuola. Si avvicinò e le baciò una guancia. Luana lo abbracciò. Leonardo la strinse a sé, e il suo dolce profumo lo invase. Si abbandonò fra le braccia della madre per un tempo che gli sembrò lunghissimo, poi afferrò il cuscino e uscì dalla stanza.
Il primo gradino delle scale che portavano al piano inferiore era completamente occupato dal grande gatto, che al suo avvicinarsi cominciò a fare le fusa.
Il suono profondo e vibrante lo tranquillizzò.
Scese velocemente i gradini in marmo e si diresse verso il grande divano al cen­tro del salotto. Vi appoggiò il cuscino e prese la coperta di lana posata sul brac­ciolo. La disfò, e ne studiò la fantasia rappresentata. Si sdraiò, sistemò il guan­ciale con qualche pugno, e si coprì il corpo con quel caldo tessuto.
Stanco e stravolto com’era non fece fatica ad addormentarsi, di nuovo.

Manuel
postato da: zulian alle ore 20:20 | link | commenti (1)
categorie: poesia, loscrittoreinme
venerdì, 21 dicembre 2007

LA STUPIDITA' UMANA:

 IL MONDO DEGLI ALTRI

“Mille occhi ti scrutano,
ti giudicano,
non sei più una persona,
ma una fortezza,
isolata e corrosa
dallo scorrere incessante del tempo,
in balia di una tempesta detta vita.
Le sentinelle,
stremate dalla fatica,
sono troppo impegnate a difendersi
dai fitti lanci di dardi
infuocati dalle parole,
per poter scagliare freccia.
Ma quando la quiete torna,
la sentinella,
 ubriaca di rancore
da sfogo alla sua vendetta,
e in questo gioco al massacro
issare la bandiera bianca
è simbolo di sconfitta.”
Manuel...

postato da: zulian alle ore 18:57 | link | commenti (2)
categorie: poesia, diario